di
Daniele Sparisci
Leclerc a Spa mette le mani avanti: «La vittoria a Silverstone non cambia nulla, soffriremo». Kimi teme che sia un bluff, poi ha raccontato l'incontro con Roger a Wimbledon: «Mi ha detto di ragionare gara per gara»
Charles ha un’altra espressione, lui che non sa mentire né con gli sguardi né con il corpo. Un po’ come Kimi Antonelli che lo fulmina con una battuta simpatica: «È lui la persona più famosa in Italia, non di certo io...».Felice ma realista, Leclerc si è liberato di una zavorra invisibile con la vittoria di Silverstone. Ha «cominciato a capire», ma ha capito anche che non deve cambiare atteggiamento. Spa, 7 km durante i quali il motore gira al massimo per la maggior parte del tempo, non è una pista per la Ferrari, almeno in teoria. «Si adatta meglio alla Mercedes, sono loro i favoriti, in Inghilterra siamo stati anche fortunati».
Parole ripetute quasi in fotocopia da Hamilton («Sarà dura ma stiamo facendo tutto il possibile...») che ha confermato di non usare da mesi il simulatore per preparare le gare. Un approccio unico, finché paga va tutto bene («Sono andato molto meglio senza»). Ma il punto è un altro: se i rossi davvero bluffassero tenendo nascoste le prestazioni, Spa metterebbe fine alla recita. Dopo aver trionfato a Barcellona e a Silverstone, lottare per il vertice in Belgio equivarrebbe a lanciare la sfida Mondiale. Parola proibita, che in un box sereno (in Red Bull l’aria è tornata inquieta per il tira e molla sul rinnovo di Verstappen) nessuno pronuncia.










