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Viaggio in una città ferita da forti raffiche di vento e pioggia. Platani caduti in varie zone del centro. Taxista colpito da un ramo e salvo per miracolo. Un portiere di un palazzo ha evitato un allagamento.
Sono bastate poche ore l’altra sera per ripiombare nell’incubo, per tornare indietro all’ultima ondata di maltempo. Alla furia dell’acqua. Alle case e cantine allagate. Agli alberi caduti sulle strade e, in alcuni casi, sulle auto in transito. Alle persone costrette a lasciare le case, senza guardarsi indietro. Se possibile, la mattina dopo è peggio della notte passata tra mutismo e rassegnazione, con la paura che il caldo torrido sia portatore di altri temporali. C’è chi come Maria Cristina Pariali ha radunato, nel suo garage di via Volano, ogni oggetto salvato dalla furia del maltempo. Il pavimento ancora bagnato e una notte insonne. Lei è ancora incredula: "C’era acqua dappertutto nel garage e nel vano porta biciclette". Pochi metri più avanti, altri seguono il suo esempio: “Qualcosa sono riuscito a salvare – racconta un anziano –, ma il congelatore e il frigorifero che tenevo in cantina sono da buttare via. Ogni volta piove e ci allaghiamo. Per chi ha cantine e garage, danni e disagi sono diventati la normalità. Possibile che non si possa fare niente?". Il maltempo ha causato tanti blackout a macchia di leopardo un po’ in tutta la città. In via Arginone c’è il distributore di benzina di Tommaso Miceli: "Da ieri sera (l’altro ieri per chi legge) non c’è luce. Le pompe, ovviamente, non funzionano. Arrivano tanti clienti che dobbiamo rimandare indietro. Un bel danno economico. Il guasto? I tecnici ci stanno lavorando e speriamo che si risolva in fretta". Sempre in via Arginone l’altra sera c’è chi ha visto la morte in faccia. Mirko Massei era alla guida del suo taxi quando un grosso ramo si è staccato e ha colpito il cofano: "Se avesse centrato il tetto dell’abitacolo, non sarei di certo qui a raccontare la disavventura". Fra gli ’eroi’ del maltempo, il portiere del palazzo vicino all’hotel Astra Massimo Benigno che ha evitato l’allagamento di un garage con venti auto. Ecco la lettera di ringraziamento di un inquilino del palazzo: "Se le macchine non sono state sommerse. lo dobbiamo al nostro portiere Massimo Benigno. L’ho visto personalmente adoperarsi per installare le paratie all’accesso della rampa impedendo all’acqua di entrare" Gli alberi abbattuti dalle forte raffiche di vento, sono stati un problema in tutta la città. In via Foro Boario ieri mattina i vigili del fuoco stava lavorando alacremente per rimuovere un albero caduto tra la strada e una casa. Tanti curiosi attorno al cordone di sicurezza. L’albero, appoggiato sul tetto di una casa, impediva l’accesso al negozio ‘Mercartino’. Ad osservare l’intervento dei pompieri c’era anche Leonardo Cavalcoli: "Non sono il titolare del Mercatino ma avevo le chiavi. Sono arrivato appena mi hanno chiamato. I danni? Non riusciamo ancora a capire". Un altro residente guarda impotente l’albero crollato: "Poco più di un’ora di bufera ieri (l’altro ieri per chi legge), all’ora di cena, tanto è bastato per ritrovarsi a soqquadro. Serviranno ancora ore ai vigili per mettere in sicurezza l’abitazione, centrata in pieno da un platano di 20 metri". Così il proprietario della casa: "Un gran turbinio, ho aperto la porta e c’era l’albero giù, è saltata anche la luce". Colpa dell’acqua ma sopratutto del vento, sopra i 100 km orari in città, fino a 120 in provincia. Raffiche che hanno abbattuto pure la tettoia del parcheggio della caserma dei vigili fuoco in viale Krasnodar. Del resto, gli alberi crollati hanno messo in modo la macchina del volontariato, con tanti interventi in tutta la città. Con un solo obiettivo: restituire serenità a una popolazione piegata.







