I clan lo definiscono da sempre come “controllo del territorio”, il modo di fare valere la propria forza criminale conoscendo chiunque e tutto nell'area residenziale di “comando”. Agli emergenti dei clan che scorrazzavano nel quartiere Santa Caterina sfuggiva infatti poco o nulla di ciò che potesse trasformarsi un un affare sporco. Anche strappare dal polso un prezioso orologio ad una elegante signora che ebbe la sfortuna di passare, per una normale commissione personale, dal quartiere generale del gruppo criminale. A chi sostava all'ingresso non sfuggì il potenziale valore dell'orologio - «vale almeno 10mila euro» commenteranno - e in un lampo si pianificò l'azione criminale. Pedinandola, e al momento giusto, in un angolo di Reggio centro meno trafficato, assaltandola.
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