Ha aggredito per rapinarlo e ferito con un coltello prima un 19enne che stava portando a spasso il cane e poi un 47enne che aveva sentito le urla ed era sceso ad aiutare il ragazzo. Per questa vicenda, accaduta lo scorso marzo a Cesano Maderno, la Procura di Monza ha chiesto il giudizio immediato per il presunto responsabile, un 42enne albanese residente a Padova, ma ospite dei familiari a Cesano e già noto alle forze dell’ordine per una condanna per rapina ai danni di anziani in Veneto. Il processo, dove potrebbero costituirsi parti civili le vittime, è stato fissato a settembre, ma nel frattempo l’imputato potrebbe chiedere il patteggiamento o il rito abbreviato. A svolgere le indagini e sottoporre a fermo il 42enne sono stati i carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Desio e della Tenenza di Cesano Maderno. L’albanese è accusato di rapina aggravata, lesioni personali e porto di armi od oggetti atti ad offendere. I due episodi sono avvenuti nella tarda serata del 9 marzo in via Molise. Secondo quanto ricostruito, il 19enne sarebbe stato inizialmente avvicinato con una scusa dall’aggressore e poco dopo affrontato dallo stesso, questa volta travisato e armato di coltello, che avrebbe preteso che consegnasse del denaro. Non avendo ottenuto quanto richiesto, il 42enne avrebbe quindi sottratto alla vittima il telefono cellulare colpendolo con un fendente alla coscia e un pugno alla testa. Le sue grida hanno attirato un residente 47enne, intervenuto in soccorso ma a sua volta aggredito riportando ferite alle mani e a una gamba. L’aggressore si sarebbe quindi allontanato. Il 19enne, trasportato all’ospedale di Desio, era stato dimesso con una prognosi di 7 giorni, mentre il secondo ferito, medicato all’ospedale San Gerardo di Monza, aveva avuto una prognosi di 30 giorni.
Aggressione e coltellate per rapina. Chiesto il giudizio immediato
La Procura contro l’uomo che aveva assalito per un cellulare un 19enne mentre stava portando a spasso il cane. Fendenti alle braccia e alle gambe anche del vicino accorso alle urla di aiuto del ragazzo per difenderlo.







