Dieci anni di studenti pratesi alla Cittadella della Pace di Rondine hanno dato vita a una comunità di giovani che, tornati a casa, trasformano l’esperienza vissuta in progetti concreti per il territorio. È il bilancio tracciato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Prato, che fin dall’inizio sostiene con borse di studio il Quarto Anno Rondine, il percorso formativo che permette agli studenti delle superiori di trascorrere un anno scolastico nella Cittadella della Pace. Negli ultimi dieci anni sono stati sedici gli studenti pratesi coinvolti. Un percorso che, come ha sottolineato la presidente della Fondazione Diana Toccafondi, è destinato a proseguire: "La nostra intenzione è andare avanti perché crediamo fortemente nella cultura della pace. Il metodo messo in pratica da Rondine passa attraverso la presenza delle persone: non ci si confronta solo tra idee, ma tra esseri viventi. Questo ha a che fare anche con i problemi di convivenza nelle nostre città. È importante promuovere la cultura della pace anche attraverso il dialogo e l’apertura mentale". Un impegno condiviso dal consigliere di indirizzo Luca Roti e da Chiara Aiazzi, docente e madre di Tommaso D’Aloia, rientrato dall’esperienza a giugno: "Rondine tiene insieme l’idealità con la concretezza. Mio figlio è tornato acceso, con il desiderio di dire sì alla vita e di sognare il proprio futuro. Lì il sapere disciplinare diventa un mezzo e non il fine: il fine è la vita che deve fiorire". Per Stefano Betti, socio della Fondazione, il valore del progetto emerge soprattutto nel tempo: "In dieci anni il gruppo di Rondine e dei messaggeri di pace nella nostra città è cresciuto. Si tratta di seminare in un terreno fertile: noi adulti dobbiamo coltivarlo e aiutare questi progetti a concretizzarsi. Se si semina, prima o poi arriva il raccolto; se non si fa niente si diventa passivi, complici".