COLLE SANTA LUCIA (BELLUNO) - Pecore, muli e cani al passo Giau, la situazione di denutrizione e degrado è confermata da Carabinieri Forestali e da Usl 1 Dolomiti. «Gli escursionisti emiliani che hanno denunciato la triste vicenda - viene sottolineato dagli uffici di Belluno del Comando e dell'Azienda sanitaria - hanno ragione. Purtroppo il gregge e altri animali al seguito risultano in difficoltà da giorni. Stiamo lavorando a più mani per cercare di trovare una soluzione». Da parte di Anna Fabbri, portavoce del gruppo di passaggio che ha sollevato la questione attraverso le pagine de "Il Gazzettino", una preghiera rivolta ai soggetti in campo: "Non c'è tempo da perdere".

Animali spostati Gli animali in questione ieri non si trovavano più nei pressi del tornante 10 del passo Giau, lungo la Provinciale 638 in comune di Colle Santa Lucia, come nell'ultimo periodo. Forse il clamore suscitato dalla denuncia e dal successivo articolo ha indotto i pastori a spostare in una zona meno visibile dalla strada gli animali che, come ricorda la Fabbri, «bastava dargli un'occhiata al volo per rendersi conto che erano pelle e ossa e che stavano soffrendo. Il loro spazio di movimento era limitato da una rete oltre la quale non potevano andare e sotto le loro zampe ormai avevano solo terra. C'è da sperare che almeno siano riusciti a bere». A convalidare queste affermazioni sono gli operatori dei Servizi Veterinari dell'Usl 1 Dolomiti: «Abbiamo fatto due sopralluoghi. Al contempo sono in corso ulteriori accertamenti di concerto con le altre istituzioni interessate». Come ad esempio i Carabinieri Forestali che, tramite i militari della stazione di Caprile, hanno fatto anch'essi delle ispezioni. «Abbiamo presente la situazione - afferma il comandante provinciale Riccardo Corvini - che stiamo cercando di far rientrare nella normalità».Veleno social Da parte degli escursionisti emiliani che hanno sollevato la questione, viene ribadito l'appello a «far presto». E quindi aggiungono: «Ai tanti leoni da tastiera che sui social network hanno criticato la nostra uscita sulla stampa definendoci dei "turisti cittadini ignoranti che non sanno come si vive in montagna", rispondiamo con le considerazioni di Carabinieri Forestali e Usl 1. Evidentemente ci avevamo visto giusto e abbiamo detto il vero. Quindi, prima di parlare/scrivere velenosamente, forse è meglio informarsi maggiormente ed aver ben chiara la questione, con fatti oggettivi. La speranza, ora, è che dopo l'intervento di forestali e veterinari i pastori possano aver capito la "lezione" e prestino maggior attenzione e cura agli animali che hanno in custodia».