Le sanzioni non hanno portato alla fine del conflitto tra Russia e Ucraina, che potrà risolversi solo al tavolo negoziale. Nella Ue c'è chi si è convinto di dover lavorare in questa direzione, ma una parte dell'Unione, in particolare i Paesi baltici, mostra nei confronti di Mosca un "furore" che la spinge a proporre sanzioni contro una figura religiosa come il patriarca Kirill, capo della chiesa ortodossa russa.

E' questa la posizione del vicepremier Matteo Salvini. É stato lui stesso a illustrarla agli imprenditori italiani ancora presenti in Russia, intervenendo in video all'assemblea della loro associazione, Gim Unimpresa, riunita a Mosca. "Mi auguro - ha sintetizzato Salvini - che non ci siano altri 20 pacchetti di sanzioni prima di arrivare alla fine di questa guerra. Al tavolo negoziale, perché questo conflitto non si concluderà con un vincitore evidente". "Quando ci sono imprenditori italiani, è mio dovere ascoltare", esordisce il vicepremier, parlando da Bari agli imprenditori riuniti presso la Camera di commercio della capitale russa. E ci tiene subito a mettere in chiaro due concetti. Il primo è che non parla sotto l'influenza del Cremlino. "Zero rubli, zero dollari, zero euro, zero influenze, non sono condizionato. Cerco solo di fare l'interesse nazionale e, nel mio piccolo, di salvare delle vite umane". Il secondo, è che non ha alcuna intenzione di negare le responsabilità della Russia nell'aver cominciato la guerra. "Come governo - sottolinea - abbiamo sempre distinto tra chi ha aggredito e chi è stato aggredito". "Ma io - aggiunge - ho una lista di aziende italiane che non vedono l'ora, una volta che il conflitto sarà finito, di tornare a operare in Russia".