Giustizia
Alessia Petrelluzzi
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La qualità della democrazia si misura anche dall’affidabilità delle fonti sulle quali si fondano le inchieste giornalistiche e quelle giudiziarie. Il principio della tutela della fonte rappresenta un presidio irrinunciabile, tanto per i magistrati quanto per i giornalisti: senza la garanzia della riservatezza molte vicende di interesse pubblico non emergerebbero mai, certo. Tuttavia, la segretezza dell’identità non può sostituire il dovere della verifica.
Una fonte può rimanere anonima, ma deve essere quanto più possibile attendibile, riscontrabile e libera da interessi che possano alterare la ricostruzione dei fatti. È un tema che riguarda la qualità della giustizia e dell’informazione. Chiunque fornisca elementi destinati a orientare indagini o a dare impulso a un’inchiesta giornalistica dovrebbe essere valutato anche alla luce della propria storia personale e giudiziaria. Quando una fonte è stata coinvolta in vicende di corruzione o ha riportato condanne o patteggiamenti per reati contro la pubblica amministrazione, ad esempio, è inevitabile interrogarsi sulla solidità e sull’affidabilità del suo contributo. Non significa escluderla a priori, ma sottoporla a un livello di verifica ancora più rigoroso.







