Il relatore azzurro Pietro Pittalis propone di vietare alla procura di Roma l’utilizzo dei contenuti di quel gruppo whatsapp fra l’ex sottosegretario alla Giustizia e i suoi soci, già condannati come prestanome del clan camorristico Senese
Dopo un lungo ping-pong con la procura di Roma guidata da Francesco Lo Voi la Camera dei deputati si appresta a negare l’autorizzazione al sequestro della corrispondenza dell’ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove, fornendo uno scudo al diretto interessato (che non è indagato). Nella riunione del 16 luglio il relatore forzista Pietro Pittalis ha infatti depositato il suo parere di diniego alla richiesta dei magistrati romani che indagano sulla gestione del ristorante “Le 5 forchette” di cui Delmastro era socio insieme ad altri esponenti di Fratelli di Italia piemontesi di Mauro e Miriam Caroccia, ritenuti prestanome del clan camorristico Senese. Il no a Lo Voi è motivato con la indeterminatezza temporale della richiesta di sequestro, non avendo la procura indicato una data di inizio e di fine di quella corrispondenza. Per altro la richiesta di sequestro della corrispondenza di Delmastro era stata pretesa dalla stessa giunta con lettera alla procura di Roma spiegando di ritenere irrituale l’originaria richiesta di «autorizzazione all’accesso alla corrispondenza intrattenuta da Mauro Caroccia con il Signor Deputato On. Andrea Delmastro Delle Vedove».








