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Il Marocco sfrutta l’industria cinematografica per normalizzare il proprio controllo sul Sahara occidentale, un territorio che occupa da decenni ignorando il diritto internazionale. Grazie a un incentivo finanziario offerto dal governo è stata girata lì anche una parte dell’Odissea, il nuovo e attesissimo film di Christopher Nolan: non è però l’unico caso.
Il Sahara Occidentale è una striscia di territorio a sud del Marocco, affacciata sull’oceano Atlantico. Per decenni fu una colonia della Spagna, che poi la abbandonò negli anni Settanta; dal 1979 il Marocco è rimasto l’unica forza straniera con influenza nella zona. Controlla l’80 per cento del territorio, mentre il restante 20 per cento è in mano del Fronte Polisario, un movimento indipendentista che continua a combattere contro l’occupazione.
Per le Nazioni Unite il Sahara occidentale è un territorio «non autonomo», cioè un territorio ancora soggetto a colonizzazione: sia perché è in gran parte occupato dal Marocco, sia perché formalmente non ha mai dichiarato la sua indipendenza dalla Spagna. Per la Corte internazionale di giustizia e per la Corte di giustizia europea le rivendicazioni esterne sul territorio saharawi sono illegittime, e il suo popolo avrebbe diritto all’autodeterminazione (cioè a scegliere un proprio governo).









