Roma, 16 luglio 2026 – La premessa scientifica è corretta: negli uomini il testosterone tende mediamente a diminuire con l’avanzare dell’età. Tutt'altro che dimostrabile - invece - restando in campo clinico, la conclusione suggerita dal segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth, secondo cui individuare e correggere i livelli bassi permetterebbe ai militari di esprimere il proprio "pieno potenziale" e di sostenere meglio le esigenze del combattimento. Ma riavvolgiamo il nastro. Il Pentagono ha disposto che tutto il personale in servizio attivo e nella riserva dai 30 anni in su venga sottoposto a uno screening obbligatorio nell’ambito dei controlli sanitari periodici. Chi ha meno di 30 anni potrà richiedere volontariamente il test. Le istruzioni operative dovranno essere aggiornate entro il 15 agosto. "Autorizzo un nuovo programma di screening per la carenza di testosterone destinato al nostro personale militare, per garantire che abbiate i livelli adeguati a esprimere il vostro pieno potenziale", ha annunciato Hegseth in un video pubblicato su X. Il segretario ha precisato che l’iniziativa "non riguarda il potenziamento artificiale", ma il tentativo di "ripristinare e ottimizzare le capacità naturali", preservare la salute nel tempo e garantire "le basi biologiche necessarie per sostenere la lotta". L’eventuale terapia sostitutiva resterà volontaria.