Roma, 16 lug. (askanews) – Circa 80 orsi nei 6mila Km quadrati dell’Appennino centrale. Questi i dati della nuova stima di popolazione dell’orso bruno marsicano, la prima realizzata sull’intero areale di distribuzione, frutto del campionamento genetico condotto nell’estate 2025 presentata oggi, presso il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE). Lo studio è stato finanziato grazie al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) nell’ambito Misura M2C4 I.3.2 “Digitalizzazione dei parchi nazionali e delle aree marine protette” (cd. “DigitAP”). Rappresenta la più estesa e sistematica attività di monitoraggio genetico mai realizzata per questa sottospecie.

Il successo dell’iniziativa è frutto di una sinergia che ha coinvolto MASE, ISPRA e decine di enti, tra cui Parchi Nazionali, Parchi e Riserve Regionali, Reti di Monitoraggio dell’orso marsicano, Regioni, Carabinieri Forestali, associazioni ambientaliste e i due soggetti privati aggiudicatari dei servizi tecnici di raccolta e analisi genetica dei campioni biologici (Istituto di Ecologia Applicata e BMR Genomics).

Dall’analisi modellistica dei dati è emersa una stima complessiva di 81 individui (43 femmine e 38 maschi), con un intervallo di incertezza compreso tra 73 e 88 orsi. La stima si riferisce agli oltre 6.000 km2 nell’Appennino centrale che ad oggi costituiscono l’areale di distribuzione di questa sottospecie endemica di orso, gravemente minacciata di estinzione. I dati che emergono dalla stima confermano il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e la sua Zona Contigua come l’areale principale della specie, dove il numero degli esemplari presenta una sostanziale stabilità o un leggero aumento rispetto alla stima del 2014; emerge la presenza di circa 16 esemplari nelle aree periferiche, a prova del processo di espansione in atto, il cui successo futuro dipenderà anche dalla protezione dei corridoi ecologici, ovvero le zone che permettono la connessione di aree idonee alla sua presenza.