Non ha avuto grandi consensi la decisione del Cio di riammettere, anche se a titolo provvisorio, il Comitato olimpico russo alle competizioni internazionali, Olimpiadi comprese, mentre la guerra in Ucraina continua. Non sono mancate le proteste e le prese di posizione, non solo nel mondo dello sport. L'Estonia ha confermato ad esempio di aver presentato una richiesta alla Commissione Europea per escludere da “Erasmus+” e altri programmi di finanziamento qualsiasi organizzazione sportiva che consenta a Russia e Bielorussia di tornare alle competizioni. Indirizzata al Commissario Europeo per l'Equità Intergenerazionale, la Gioventù, la Cultura e lo Sportm, Glenn Micallef, la proposta è stata approvata da Danimarca, Estonia, Finlandia, Lettonia, Lituania, Paesi Bassi, Polonia, Romania e Svezia. La proposta ha nominato esplicitamente il Cio, la Federazione Internazionale di Scherma (Fie) e World Aquatics (ex Fina), nonostante la UE solleciti le organizzazioni sportive internazionali a non consentire a atleti, allenatori, arbitri e funzionari russi e bielorussi di partecipare alle competizioni sportive internazionali. Proteste ci sono state anche, ovviamente, dal Comitato olimpico di Ucraina e della Federazione volley della Polonia.