Tre arresti, due ordini di carcerazione e quattro denunce: è questo il bilancio del blitz che per diverse ore ha bloccato l’area dello spaccio bolognese
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Dopo la maxi operazione della Polizia di Stato a Torino, nelle ore successive le attenzioni si sono concentrate su Bologna, dove ieri, dal pomeriggio fino a tarda sera, un massiccio dispiegamento di forze ha blindato l'intera area della stazione ferroviaria e i quartieri limitrofi. Sotto la lente degli agenti sono finite le zone calde della microcriminalità cittadina: Piazza Medaglie d’Oro, Piazza XX Settembre, Via Amendola, i Giardini Fava e Via Barozzi. Tutte le vie d'accesso e le direttrici stradali sono state chiuse per permettere un controllo capillare e l'identificazione di chiunque si trovasse nell'area, una platea composta prevalentemente da cittadini extracomunitari.Il bilancio dell'intervento scattato ieri sul territorio descrive una realtà complessa sul fronte della sicurezza. Tre persone sono state arrestate con l'accusa di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio, mentre per altre due sono scattati gli ordini di carcerazione. Si tratta nello specifico di un cittadino tunisino del 1980 e di un nigeriano del 2001. Nel corso delle perquisizioni gli agenti hanno sequestrato diverse dosi di cocaina e crack, oltre a più di mille euro in contanti, ritenuti dagli inquirenti il provento dell'attività di spaccio. Sul fronte delle denunce a piede libero il conteggio si è fermato a quattro persone. Tra queste figurano due cittadini di origine marocchina accusati di immigrazione clandestina, un soggetto che ha violato il foglio di via obbligatorio e un individuo che ha fornito false attestazioni alle forze dell'ordine.Le operazioni di identificazione nel perimetro urbano attorno allo scalo ferroviario, con un'attenzione particolare al tratto di Via Amendola, hanno riguardato complessivamente 93 persone, tra le quali sono stati contati 75 extracomunitari. Di questi, sei soggetti di nazionalità marocchina, nigeriana, pakistana e tunisina sono stati accompagnati negli uffici della Questura per accertamenti più approfonditi. Per tre di loro, risultati irregolari sul territorio nazionale, è stato disposto il trasferimento immediato presso un Cpr. La bonifica e il controllo dell'area sono stati garantiti dall'azione congiunta del Reparto Prevenzione Crimine, del Reparto Mobile di Bologna e del personale della Polizia Ferroviaria. Quest'ultimo ha potenziato la vigilanza all'interno dello scalo, identificando altre 216 persone. L'intera operazione ha visto l'impiego di tecnologie avanzate, come i droni della Polizia di Stato per il monitoraggio dall'alto, e delle unità cinofile antidroga, pedine fondamentali per il controllo del territorio in zone da tempo esposte ai fenomeni di degrado urbano.







