<p><strong>Triennale Milano</strong> apre un nuovo capitolo della sua storia ultracentenaria con la nomina di <strong>Michele De Lucchi</strong> a direttore creativo.
Il designer, noto per aver fatto parte dei movimenti <strong>Memphis </strong>e <strong>Studio Alchimia</strong> negli anni 80 e aver collaborato con aziende come <strong>Olivetti</strong>, <strong>Artemide </strong>e <strong>Alessi</strong>, è il primo a ricoprire l’incarico per l’istituzione milanese.
Contestualmente assumerà anche il ruolo di responsabile del <strong>Museo del design italiano</strong>, ospitato nel building di viale Alemagna. </p> <p>«Accetto con piacere il titolo di direttore creativo, perché è il ruolo che mi è più congeniale: quello di un progettista», ha detto De Lucchi.
«Vorrei<br> trasformare Triennale in un laboratorio di vitalità», ha aggiunto, «ho in mente un percorso che ci porti a costruire e a vivere il concetto di sostenibilità dell’immaginario comune». </p> <p>L’introduzione della carica di direttore creativo si inserisce nel nuovo assetto approvato da Triennale per il prossimo quadriennio, che ha visto riconfermata la direttrice generale <strong>Carla Morogallo</strong> e ridefinita la compagine del comitato scientifico, composto dallo stesso De Lucchi, oltre che da <strong>Manuela Lucà-Dazio</strong>, curatrice architettura, e<br> <strong>Andrea Viliani</strong>, curatore arte contemporanea.









