Roma, 16 luglio 2026 - L'Aula della Camera, con 217 voti favorevoli e 152 voti contrari, 2 astenuti, ha approvato in prima lettura la riforma della legge elettorale targata centrodestra.

La votazione finale, come da richiesta delle opposizioni, si è svolta a scrutinio segreto. Il provvedimento, approvato in prima lettura dalla Camera, passa ora all'esame del Senato. L'esito del voto è stato accolto da un applauso di esultanza della maggioranza, soprattutto tra i banchi di Fratelli d'Italia. Pienone nell'emiciclo, come per i voti determinanti, i deputati del centrodestra si sono alzati in piedi, tra applausi e strette di mano. Già poco prima dello scrutinio, i parlamentari di FdI si erano alzati diverse volte in piedi durante l'intervento del responsabile organizzativo del partito, Giovanni Donzelli, tra i più duri nei confronti delle opposizioni. In particolare, i deputati hanno sottolineato con applausi e standing ovation il passaggio su Giorgia Meloni e la sua storia di militanza che, prima giovane attivista, poi ministra e infine a palazzo Chigi.

Proteste in Aula

Dall’altra parte le proteste. "Legge truffa", "Meloni ha fallito", "legge incostituzionale", "Maggioranza a casa". Sono i cartelli esposti dalle opposizioni in aula poco prima del voto finale sulla legge elettorale. Tra urla e "buffoni, buffoni", i commessi sono intervenuti a fatica per togliere i cartelli e riportare l'ordine. Il più animato Riccardo Magi di più Europa che ha anche sventolata davanti ai banchi del governo una enorme scheda elettorale con la scritta "il tuo voto non conta". Ne è nato un alterco anche con alcuni deputati di Forza Italia che ha richiesto un nuovo intervento dei commessi e del presidente della camera Lorenzo Fontana che lo ha richiamato all'ordine.