Lo sviluppatore di Google Fabien Sanglard ha riguardato Jurassic Park per l'ennesima volta, e stavolta si � fermato su ogni fotogramma per identificare i computer che compaiono sullo schermo. Ne � uscito un inventario minuzioso di ogni workstation, palmare, monitor e supercomputer visibile nel film del 1993. Nulla di quanto elencato � propriamente inedito: dei computer di Jurassic Park si discute da anni, ma mancava una raccolta ordinata e leggibile in un unico posto. L'attenzione arriva anche mentre il film � tornato alla ribalta per la recente scomparsa di Sam Neill, l'attore che interpretava il paleontologo Alan Grant. Hardware vero, per un pubblico difficile da ingannare Quasi nulla, sul set, era finto. Lo conferma una dichiarazione del coordinatore degli effetti speciali Cory Faucher, riportata nel libro The Making of Jurassic Park: "Tutto, nel set, era reale. Non potevamo simulare niente, perch� ormai il pubblico � troppo esperto in fatto di computer". Sempre secondo Faucher, Silicon Graphics prest� 875.000 dollari di hardware, Apple altri 350.000, e ulteriori 500.000 dollari andarono in materiale e software di contorno. Il solo hardware di Silicon Graphics e Apple, aggiustato per l'inflazione, equivale a circa quattro milioni di dollari del 2026. Sulle scrivanie dei due tecnici, Dennis Nedry e Ray Arnold, Sanglard riconosce workstation SGI di fascia alta, una IRIS Crimson e una R4000 Indigo, oltre a due Macintosh Quadra 700. Che le macchine di Nedry siano proprio dei Mac � un dettaglio quasi ironico oggi, viste le note riluttanze di Apple a far comparire i propri prodotti in mano ai cattivi. I supercomputer erano solo facciate Le cinque macchine che dominano il fondo della sala di controllo, con i pannelli costellati di migliaia di LED rossi lampeggianti, sono Thinking Machines CM-5, nel 1993 ancora considerate i calcolatori pi� potenti al mondo. Sul set, per�, non arriv� quasi nulla di tutto ci�: stando a chi cur� le installazioni all'epoca, vennero montati soltanto i pannelli frontali con i LED, e la sequenza lampeggiante non comunicava nulla, era generata a caso. Nel romanzo di Michael Crichton i supercomputer erano dei Cray, e per il film la produzione si rivolse proprio a Cray per averne uno in prestito. L'azienda declin� l'invito, cos� ci si rivolse a Thinking Machines, ben felice di collaborare. Le CM-5 fanno anche da spalla involontaria alla battuta pi� tecnica di Nedry, che sullo schermo si lamenta: "Non sono apprezzato dai miei contemporanei. Si pu� gestire tutto il parco da qui con un minimo di personale per tre giorni di fila. Crede che sia un'automazione facile? O economica? Conosce uno capace di collegare Connection Machine e fare il debug a 2 milioni di linee per quella miseria che mi d�? Se c'� vorrei vederlo!". Sulla scrivania di Nedry compare anche un Motorola Envoy, un PDA pieghevole con modem radio e trasmettitore a infrarossi. Jurassic Park venne girato tra agosto e novembre del 1992, ma Motorola complet� l'Envoy solo a met� 1994, e ne rimand� poi l'uscita al febbraio 1995. Il mistero, ricostruito da un lettore, ha una spiegazione curiosa: il capo di frogdesign incroci� Spielberg su un aereo e gli mostr� il dispositivo, e quello che si vede nel film � un prototipo originale. Il meme pi� longevo del film nasce invece dalla scena in cui la giovane attrice Ariana Richards, che interpreta la nipote di John Hammond, Lex Murphy, si siede davanti a un'interfaccia tridimensionale e annuncia: "� un sistema Unix, io lo conosco!". Quell'ambiente non era inventato: si tratta di FSN, un browser tridimensionale per file system sperimentale ma realmente esistente.
"È un sistema Unix, io lo conosco!": cosa c'era davvero dietro gli schermi di Jurassic Park
Lo sviluppatore di Google Fabien Sanglard ha catalogato fotogramma per fotogramma ogni computer del film del 1993. Con qualche sorpresa: le celebri Connection Machine sul fondo della sala di controllo erano solo pannelli frontali con i LED











