| 16 Luglio 2026 12:01 |
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(Adnkronos) – “Vari studi hanno dimostrato che”, nei pazienti con broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco), la terapia inalatoria triplice in un unico dispositivo, “oltre a offrire benefici” clinici, “riduce la mortalità. Questa era la ragione per cui ci battevamo: era ormai evidente l’importanza di liberalizzare questa terapia”. Così Salvatore D’Antonio, presidente Associazione pazienti Bpco, commenta l’aggiornamento della Nota 99, recentemente pubblicata in Gazzetta Ufficiale. La versione precedente, “emanata nel settembre del 2021, in piena pandemia”, aveva alcune criticità sulla prescrizione e, di conseguenza, anche sull’aderenza alla terapia. “Ridurre il numero di device, di apparecchi da usare – chiarisce D’Antonio – è già un elemento risolutivo. Inoltre, i farmaci in un unico apparecchio hanno un potenziamento”. Prima dell’aggiornamento della Nota 99, “le prescrizioni venivano fatte senza avere i benefici della terapia in unico device e con una spesa maggiore, pari a circa 30 euro a confezione. Raggruppando questa terapia in un unico dispositivo, oltre a ottenere un risparmio sui farmaci, si riducono le riacutizzazioni e i ricoveri ospedalieri, con ulteriori benefici per la sostenibilità del sistema sanitario”, sottolinea. A ciò si aggiunge “la riduzione della mortalità: vantaggi importanti sotto ogni profilo”.







