Il tycoon: "Vogliono un accordo. Altrimenti colpiremo centrali elettriche e ponti". Ma il regime lo dipinge morto
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Gli Stati Uniti hanno lanciato una nuova serie di attacchi contro l'Iran nelle prime ore di ieri, che "continueranno finché non dirò basta", ha minacciato il presidente americano Donald Trump, sottolineando che "prima o poi" gli Usa colpiranno gli obiettivi del settore energetico. "Li colpiremo duramente domani e dopodomani. La settimana prossima la situazione per loro si farà davvero critica, poiché toccherà alle centrali elettriche e ai ponti. Distruggeremo tutte le loro centrali e tutti i loro ponti, a meno che non si siedano al tavolo delle trattative", ha avvertito il tycoon in un'intervista a Fox, precisando che tutto quello che l'Iran dice "è una bugia. Hanno detto che non abbiamo mai parlato di nucleare". E ancora: "Saranno sconfitti presto", aggiungendo poi di aver "ricevuto una chiamata dall'Iran, vogliono incontrarlo, vogliono fortemente raggiungere un accordo".Il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha annunciato un altro round di attacchi durante la motte dopo quelli di ieri in cui sono stati impiegati ordigni di precisione contro i sistemi di difesa costiera iraniani e contro i siti di stoccaggio e lancio di missili da crociera sull'isola di Greater Tunb, con l'obiettivo di "indebolire ulteriormente le capacità militari utilizzate dalle forze iraniane per colpire il traffico navale commerciale nello Stretto di Hormuz". Intanto un portavoce del governo iraniano ha dichiarato in un post su X che almeno 35 civili sono morti nei recenti raid Usa nel sud del Paese.E a Teheran, in Piazza Enghelab, è stato inaugurato un nuovo murales raffigurante The Donald in una bara avvolta nella bandiera a stelle e strisce con la scritta "uccideremo Trump". Un'opera che si inserisce in una serie di appelli alla vendetta da parte dei più intransigenti dopo l'uccisione dell'ex Guida Suprema Ali Khamenei. L'inquilino della Casa Bianca da parte sua non esclude di inviare truppe sul terreno, "se penserò che lo schieramento di soldati di terra sia appropriato. A volte è necessaria una campagna di terra, ma abbiamo altre persone che la condurrebbero per noi. Abbiamo colpito l'isola di Kharg tre volte: abbiamo colpito tutto, tranne gli impianti petroliferi".














