Sistema bancario molto più forte rispetto al 2016. Servono più capitali per innovazione e imprese

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L'incertezza geopolitica e la rivoluzione dell'intelligenza artificiale stanno ridisegnando l'economia mondiale, ma l'Italia può affrontare questa fase facendo leva sulla solidità del proprio sistema finanziario e sull'elevata capacità di risparmio delle famiglie. È il messaggio lanciato dal governatore della Banca d'Italia, Fabio Panetta, ieri nel suo intervento all'assemblea dell'Abi.Il governatore ha descritto un quadro internazionale segnato da due spinte contrapposte: "Lo shock generato dal conflitto in Medio Oriente", che ha alimentato rincari energetici e incertezza, e "la diffusione dell'intelligenza artificiale", che sostiene investimenti e crescita nei settori tecnologici. Nell'area euro, però, "l'aumento dei costi dell'energia ha aggravato un quadro già segnato da bassa crescita", mentre l'inflazione continua a mantenersi sopra il target del 2%.Panetta ha, pertanto, ribadito il ruolo centrale della stabilità finanziaria, ma ha anche richiamato la necessità di favorire gli investimenti. Le banche continueranno a essere decisive nel finanziamento dell'economia, ma, ha osservato, "un'economia in cui acquistano peso l'innovazione e gli investimenti immateriali richiede anche mercati dei capitali più sviluppati e un'adeguata disponibilità di capitale di rischio". L'obiettivo, ha precisato, "non è sostituire il credito bancario, ma affiancarlo con strumenti complementari".Ampio spazio è stato dedicato allo stato di salute del sistema bancario italiano. "Gli indicatori relativi al primo trimestre confermano la robustezza del sistema bancario italiano: la redditività resta elevata, la patrimonializzazione è più che adeguata, la qualità degli attivi molto buona", ha affermato il governatore, ricordando anche il giudizio positivo espresso dal Fondo monetario internazionale. Il miglioramento è evidente soprattutto sul fronte dei crediti deteriorati: "Dieci anni fa i prestiti deteriorati superavano l'8% del totale dei finanziamenti; oggi la quota è dell'1 percento".