Roma, 16 lug. (askanews) – Nessun passo indietro da parte di Bruxelles sulla Direttiva Nitrati (91/676/CEE). La Commissione europea ha pubblicato la valutazione della normativa: un maxipacchetto da 11 documenti e circa 450 pagine che blinda l’attuale impianto legislativo. Secondo l’esecutivo UE, la Direttiva rimane uno strumento “necessario, pertinente ed efficace” per tutelare le acque dall’inquinamento da nutrienti, con benefici ambientali superiori ai costi sostenuti da agricoltori e pubbliche amministrazioni.

?Ma è sul fronte zootecnico che si consuma la rottura con il mondo agricolo, denunciano Coldiretti e Filiera Italia. La DG Ambiente ha ribadito che il discusso limite di 170 kg di azoto per ettaro all’anno proveniente da effluenti zootecnici è una misura “efficace, scientificamente fondata ed economicamente efficiente”, concepita come soglia precauzionale per garantire condizioni di concorrenza omogenee nell’Unione. Secondo Bruxelles, il problema non è il tetto in sé, ma l’eccessiva densità degli allevamenti in specifiche regioni (come la Pianura Padana).

La Commissione ha confermato che il limite dei 170 kg si applica anche ai digestati grezzi, ritenuti a rischio ambientale analogo ai reflui di origine. Una parziale flessibilità viene concessa solo ai prodotti RENURE (fertilizzanti ottenuti da trattamenti avanzati), che potranno superare la soglia per sostituire i concimi chimici, escludendo però i digestati “tal quali”. Coldiretti e Filiera Italia contestano duramente un impianto giudicato “ideologico e punitivo” per una zootecnia che ha già investito molto in economia circolare.