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Alessandro Sala

Rischi di collisioni e rumore sottomarino. L'appello di dieci associazioni per la protezione della fauna marina ad Alberto II: suo padre fu il principale artefice della nascita del Santuario Pelagos, nel cui perimetro rientra il percorso di gara

Il gran premio di Monaco di Formula 1 è una delle gare più iconiche del campionato automobilistico. Ma si svolge sulle strade di Montecarlo, in città. Il campionato mondiale di motonautica elettrica è previsto invece nelle acque davanti al Principato, nel pieno del Santuario Pelagos, area tutelata di interesse sovranazionale che dovrebbe godere di una particolare protezione. Particolarissima, in questo caso, visto che il Santuario nacque anche e soprattutto su spinta del principe Ranieri III. Eppure proprio qui, nello stesso quadrante di mare in cui vivono almeno otto specie diverse di balene e delfini e una grande quantità di altri animali marini, è in programma per il 17 e 18 luglio una prova del campionato mondiale E1 Series, che vede in gara motoscafi al 100% a trazione elettrica.

Proprio questa peculiarità potrebbe far pensare che l'iniziativa non abbia alcuna controindicazione dal punto di vista ambientale e di tutela della fauna. Ma non è così e per questo 11 associazioni italiane, francesi e del principato hanno sottoscritto un appello al principe Alberto affinché intervenga per fermare la manifestazione. La lettera è stata inviata il 2 luglio e in copia c'era anche lo sponsor Hublot. Difficile però che ciò avvenga, soprattutto così sotto data. Ma la segnalazione è stata mandata e viene oggi resa pubblica per evidenziare il problema. Secondo i firmatari, tra cui c'è anche l'italiano Istituto scientifico Tethys, che fu il vero artefice con Giuseppe Notarbartolo di Sciara della nascita del Santuario, è un controsenso che un evento del genere si svolga proprio nelle acque monegasche.