PADOVA - Paura martedì mattina in via Cardinale Guglielmo Massaja nel quartiere di Montà. Una donna di 68 anni ha subito una rapina in abitazione. Il bandito, intorno alle 9.20, approfittando della finestra del soggiorno lasciata aperta per fronteggiare il grande caldo, è entrato nella villetta. La proprietaria era impegnata in alcuni lavori di casa e non si è accorta di nulla. Inoltre in quel momento il marito non era presente. Il ladro, sicuro di essere da solo, ha iniziato a rovistare nei cassetti quando all'improvviso si è visto scoperto dalla donna.
La ricostruzione Senza via d'uscita, con il volto semi travisato, l'uomo ha strattonato la 68enne e l'ha scaraventata a terra. La padrona di casa terrorizzata ha iniziato a urlare. Il rapinatore, senza perdere il controllo della situazione, ha intimato alla donna di consegnargli tutti i soldi custoditi nella villetta. La proprietaria, sotto choc, gli ha messo in mano circa duemila euro in contanti e il bandito arraffato il bottino si è dato alla fuga facendo perdere le proprie tracce. La donna, appena ha capito di essere di nuovo rimasta da sola, ha chiamato il 112. In via Massaja è intervenuta una pattuglia dei carabinieri e in un secondo momento un'ambulanza del Suem 118. La 68enne è stata trasportata al pronto soccorso e una volta visitata è stata dimessa con una prognosi di cinque giorni.Le indagini «Mia moglie sta bene, non vuole vedere nessuno - ha dichiarato ieri il marito - quando è successo io non c'ero, era sola in casa, ha avuto tanta paura, è stata malmenata ma sta bene. Non ha nulla di dire, una persona è entrata in casa per rubare. Ripeto, sta bene ma non abbiamo nulla da dire». Gli uomini dell'Arma, con la sezione Scientifica, hanno poi passato al setaccio la villetta alla ricerca di eventuali impronte lasciate dal bandito. La vittima, nonostante il rapinatore avesse il volto parzialmente coperto, non è riuscita a fornire alcun identikit del sospettato. Non ha neppure detto ai militari se si trattava di uno straniero o di un italiano: sotto choc non ha colto alcuna flessione dialettale. I carabinieri, intanto, hanno già raccolto le immagini registrate da alcune telecamere della vidoesorveglianza installate vicino alla zona della rapina. La speranza investigativa è tutta riposta in qualche immagine catturata dagli occhi elettronici. È necessario capire, ad esempio, se l'uomo era da solo o con un complice rimasto all'esterno dell'abitazione a fungere da palo. E poi se è arrivato in via Massaja in auto, a piedi o con un altro mezzo. I vicini di casa non avrebbero nè visto e nè sentito nulla di anomalo. Inoltre a quell'ora del mattino molti si sono già recati nei luoghi di lavoro. Nel rione l'apprensione è salita quando è arrivata prima la pattuglia dei carabinieri e poi un'ambulanza.I vicini Alcuni residenti hanno descritto così la zona: «Via Massaja è una strada corta fiancheggiata da case singole o bifamiliari, una zona tranquilla ma non lo è invece il giardino degli Aceri che la fiancheggia. Un piccolo parco deserto il pomeriggio nelle ore più calde ma che - hanno proseguito - si anima alla sera di presenze moleste. Gruppi di ragazzi che si riuniscono negli angoli più riparati e gli schiamazzi si sentono fino a notte inoltrata». Una residente poi si è anche lamentato «delle biciclette, quelle a noleggio, lasciate anche sul passaggio pedonale che porta al giardino. Ci vorrebbe più sorveglianza affinchè il quartiere resti tranquillo». Intanto è scattata la caccia al rapinatore. Gli inquirenti, in queste ore, si starebbero muovendo nel mondo dello spaccio: c'è la possibilità che a commettere il colpo sia stato un tossicodipendente in cerca di denaro per acquistare le dosi di droga. Tuttavia i carabinieri non escludono nemmeno la pista di una banda di ladri organizzata.






