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Questo articolo nasce da tutta una serie di informazioni che ho raccolto durante gli anni vissuti in Francia, pagando bollette elettriche che crescevano durante le crisi esattamente come quelle italiane, a volte anche di più. La domanda era apparentemente semplice, cosa cambia in Francia, un paese quasi completamente decarbonizzato soprattutto grazie al nucleare? E la risposta è molto meno scontata di quanto il dibattito pubblico italiano lasci intendere.
Perché questo è quello che è successo: la Francia produce il 73% della sua elettricità dal nucleare eppure i prezzi dell’energia salgono, le bollette pesano e l’inflazione energetica ha colpito i francesi quasi quanto gli italiani. Come è possibile? E cosa succederebbe davvero se l’Italia seguisse quella strada?
Quella che segue è un’analisi basata su dati ufficiali e fonti di organismi internazionali che cerca di rispondere a queste domande senza pregiudizi ideologici in nessuna direzione.
Come detto la Francia produce da tempo il 73% della sua elettricità dal nucleare, il resto è quasi interamente idroelettrico, solare ed eolico. In pratica il paese brucia quantità trascurabili di gas e fossili per fare luce, attorno al 2%1. L’Italia invece produce ancora oltre il 45% della sua elettricità dal gas naturale2 e lo paga ogni volta che il prezzo del metano sale sui mercati internazionali.








