Genova, 16 lug. (askanews) – “Ovviamente noi ci aspettiamo delle condanne. Se non ci fossero condanne sarebbe una grandissima sconfitta anche per la prevenzione futura”. Lo ha detto Egle Possetti, presidente del Comitato in ricordo delle vittime del Ponte Morandi, entrando nel tribunale di Genova nel giorno in cui è attesa la sentenza di primo grado sul disastro in cui il 14 agosto del 2018 persero la vita 43 persone.

“Ci aspettiamo anche probabilmente – ha aggiunto Possetti – delle assoluzioni su posizioni minori, ma vorremmo che le aggravanti che sono state richieste possano resistere nella sentenza”.

“Non c’è stata una persona – ha sottolineato la portavoce dei parenti delle vittime – che abbia detto ‘io un mio pezzo di responsabilità’. Questo è stato brutto. Anche magari con degli atteggiamenti arroganti e presuntuosi. Fossi stata al loro posto io sarei stata china per tutto il tempo e avrei parlato senza riuscire a guardare negli occhi chi mi stava di fronte”.

“Vogliamo un cambio di passo – ha poi spiegato Possetti – sui lavori di manutenzione. In Italia purtroppo la prevenzione viene vista sempre come un costo e mai come un investimento: noi vorremmo che questo paradigma cambiasse in futuro Il fatto che adesso ci siano tutti questi lavori sulle autostrade, soprattutto genovesi, non è perché la prevenzione è cambiata ma perché ci sono 20 anni di lavori non fatti. Crediamo che si possa migliorare ma un po’ da noi il miglioramento c’è solo con le bastonate. Quindi con le condanne noi pensiamo che ci sia un po’ di inquadramento su quello che si fa”.