Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciIl presente della Clai è un mosaico di sogni e attesa, un tempo sospeso tra il riposo estivo e l’adrenalina che precede ogni nuova sfida. Mentre le lancette corrono verso l’inizio di una stagione storica, la squadra di Marco Gazzotti si prepara a scrivere un capitolo fondamentale nel prestigioso palcoscenico della serie A2. Manca poco meno di un mese al raduno e, sebbene le atlete si godano gli ultimi scorci di vacanza, dietro le quinte il club lavora a ritmi serrati: ogni dettaglio è al centro di una pianificazione meticolosa, che abbraccia l’intera preparazione preseason, la logistica degli allenamenti e l’allestimento del PalaRuggi, la fortezza di via Graziadei pronta a colorarsi di passione biancoblù.

Per Imola, il campionato si preannuncia una maratona intensa, 32 battaglie sul campo, dove l’obiettivo è recitare un ruolo da protagoniste e confermare la bontà del progetto tecnico. In questo clima di fermento, c’è un gesto che segna l’inizio ufficiale dell’avventura per ogni giocatrice: la scelta del numero di maglia. Non si tratta di una semplice cifra cucita sul tessuto, ma di un tratto distintivo, di un’identità.

Per alcune è pura scaramanzia, per altre il riflesso di un legame affettivo profondo, come la data di nascita di un genitore, o il consolidamento di uno status quo sportivo. Dietro ogni numero c’è una storia, e la nuova Clai è già pronta a raccontare la propria.