La Russia accusa l’Ucraina di aver ucciso l’ingegnere capo della centrale nucleare di Zaporizhzhia nel raid di un drone contro l’auto di servizio su cui si trovava vicino all’impianto. Nell’attacco è morto anche l’autista. Il direttore di Rosatom, Alexei Likhachev, ha denunciato che Aleksandr Yakovlev è morto in un “attacco terroristico mirato del regime di Kiev”.

La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha quindi chiesto all’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (Aiea) e alle altre organizzazioni internazionali di condannare con fermezza l’omicidio del capo ingegnere della centrale. “Il direttore generale dell’Aiea, Rafael Grossi, deve finalmente prendere atto di questo crimine commesso dal regime di Kiev. Chiediamo una dichiarazione chiara e articolata da parte delle organizzazioni internazionali competenti, in primis l’Aiea, che condanni questo omicidio”, ha sollecitato la portavoce.

Grossi (Aiea): «Inaccettabile uccisione dell’ingegnere capo»

La presa di posizione dei vertici dell’Agenzia non si è fatta attendere. “Il direttore generale Rafael Mariano Grossi condanna l’incidente, definendolo un attacco inaccettabile all’impianto e alla sua dirigenza, che minaccia seriamente la sicurezza nucleare”, ha scritto su X l’Agenzia internazionale per l’energia atomica. “L’Aiea chiede la cessazione immediata di tutti gli attacchi contro o in prossimità di siti nucleari e del loro personale, afferma il direttore generale Grossi”.