HomeFirenzeCronacaAirbnb sfida Palazzo Vecchio: "Non siamo noi la causa dell’emergenza abitativa". Lo studio Celata? "Fuorviante"La risposta del Comune: "Il regolamento non nasce solo da quel report ma da analisi e monitoraggi". E ora la piattaforma guarda al dopo moratoria del 2028: "Servono criteri trasparenti e dati aggiornati". .Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguicidi Antonio Passanese
Numeri, dati e un messaggio politico preciso. Airbnb rompe il silenzio e sceglie Firenze – prima città italiana ad aver varato, grazie alla legge regionale sul Turismo, forti limitazioni al proliferare dei B&B in centro e in periferia – per respingere le accuse di alimentare l’overtourism e la crisi abitativa. La piattaforma rivendica la collaborazione con Palazzo Vecchio, difende il ruolo degli host e critica apertamente lo studio del professor Filippo Celata, utilizzato dal Comune per motivare la stretta sugli affitti brevi.
ENTRATE Airbnb rivendica innanzitutto il rapporto costruito negli anni con Palazzo Vecchio. Dal 2018 la piattaforma riscuote e versa direttamente l’imposta di soggiorno per conto degli host. Un meccanismo che, secondo i dati diffusi dalla società, ha garantito alle casse comunali 76 milioni di euro, di cui ben 17 milioni soltanto nel 2025. Un elemento che, per il colosso americano, testimonia una volontà di collaborazione con l’amministrazione, pur in presenza di posizioni divergenti sulle politiche per il turismo.







