In Umbria benzina e gasolio restano tra i meno cari d’Italia, ma anche qui gli automobilisti devono fare i conti con una stangata che si è fatta sentire nel giro di pochi giorni. È questa la fotografia scattata dall’Unione Nazionale Consumatori sui dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Partendo proprio dall’Umbria, il prezzo medio del gasolio in modalità self service è arrivato a 2 euro al litro, ventesimo posto nella classifica nazionale, davanti soltanto alle Marche (1,994 euro). Ben lontani dai record di Bolzano (2,051 euro), della Sicilia (2,039) e del Friuli Venezia Giulia (2,038), che guidano la graduatoria delle regioni più care. Nel Centro Italia, oltre all’Umbria, il gasolio costa 2,016 euro in Toscana, 2,008 nel Lazio, 2,008 in Abruzzo e 1,994 nelle Marche. Situazione analoga per la benzina. In Umbria il prezzo medio è di 1,890 euro al litro, il quarto valore più basso del Paese. Soltanto Marche (1,879), Lazio (1,886) e Veneto (1,887) fanno registrare prezzi inferiori. All’estremo opposto si trovano invece Bolzano (1,935 euro), Sicilia (1,918) e Basilicata (1,916).

Tra le regioni del Centro, la Toscana è a 1,897 euro, l’Abruzzo a 1,898, mentre le Marche rimangono la regione meno cara dell’area. Se i prezzi umbri sono relativamente più contenuti, i rincari non risparmiano comunque gli automobilisti. Dal 3 al 15 luglio il gasolio è aumentato di 12,4 centesimi al litro, con un aggravio di 6,20 euro per un pieno da 50 litri nella nostra regione. Un incremento inferiore alla media nazionale (+6,75 euro), ma comunque pesante per famiglie e lavoratori. Peggio hanno fatto Veneto (+7,65 euro), Friuli Venezia Giulia (+7,25) e Lombardia (+7,10), mentre nel Centro Italia le Marche hanno registrato un rincaro di 6,70 euro, la Toscana di 6,60 e il Lazio di 6,30. Anche la benzina ha subìto una forte impennata. In Umbria il pieno costa oggi 4,55 euro in più rispetto al 3 luglio, contro una media nazionale di 4,70 euro. I rincari maggiori si registrano in Veneto (+5,20 euro), Friuli Venezia Giulia e Liguria (+5,05), mentre tra le regioni del Centro le Marche sono salite di 4,85 euro, la Toscana di 4,80 e il Lazio di 4,35. Secondo Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, la situazione è strettamente legata all’eliminazione dello sconto sulle accise.