PERUGIA - Il petrolio scende sui mercati internazionali, ma i prezzi alla pompa non seguono la stessa direzione. E anche in Umbria, che resta tra le regioni meno care d’Italia, nel breve periodo emergono segnali opposti: rispetto a dicembre, ad esempio, considerando i dati Osservaprezzi Carburanti, si registrano rincari marcati, con punte che arrivano fino al 29 per cento sul gasolio servito a Terni. Una dinamica che mette in luce lo scarto tra quotazioni e listini e che, con intensità diverse, si riflette anche nelle principali piazze regionali.

A porre l’accento sul fenomeno, l’Unione nazionale consumatori, che nell’analisi diffusa dopo il via libera del Governo alla proroga del taglio delle accise parla di situazione ancora squilibrata, specie sul versante del gasolio. L’associazione parla di «taglio inadeguato», con prezzi che restano su livelli elevati e medie che sfiorano o superano i 2,1 euro al litro in varie regioni. In questo senso, pur non sottraendosi agli aumenti generalizzati registrati negli ultimi giorni, l’Umbria si conferma tra i territori più “virtuosi” del Paese. Nel dettaglio, il prezzo medio self service rilevato dall’Unc sulla base dei dati del Mimit del 3 aprile è di 2,087 euro per il diesel e 1,757 euro per la benzina, con una variazione, rispettivamente, di 95 e 40 centesimi su un pieno di 50 litri.