A Fanpage.it, Adriano Pantaleo racconta Antonio Petillo, l’allenatore di Scampia dalla grande umanità e pieno di sorprese, come un Cattelan in salotto da 200mila euro, mai venduto: la storia dietro “Il Coach dei 2 Mondi”, da domenica a Giffoni. La figlia Margherita attrice per Muccino: “Spero sia un incontro che le ha cambiato la vita, come è cambiata la mia con Lina Wertmüller”.

C'è un filo che lega il bambino di dieci anni scelto da Lina Wertmüller per "Io speriamo che me la cavo" all'uomo di quarantatré anni che domenica porta a Giffoni il suo ultimo lavoro dietro la macchina da presa: la voglia, quasi ossessiva per sua stessa ammissione, di raccontare storie. Adriano Pantaleo, napoletano di Secondigliano, classe 1983, è entrato nell'immaginario collettivo italiano come Spillo, il ragazzino che si inventava acciacchi pur di non lasciare l'ospedale nella fiction Rai "Amico Mio", al fianco di Massimo Dapporto.

Piano piano, un percorso che si è allargato progressivamente: il teatro, con l'adattamento di "Gomorra" nel 2008 e poi "Non Plus Ultras", lo spettacolo-inchiesta sul mondo ultras scritto in memoria dell'amico d'infanzia Ciro Esposito; la fondazione del NEST, il teatro che porta avanti nella periferia est di Napoli; il documentario "Noi ce la siamo cavata", in cui è tornato a cercare, trent'anni dopo, i bambini protagonisti del film che lo aveva lanciato. E poi, negli ultimi anni, il ritorno da protagonista davanti alla macchina da presa in due dei prodotti più visti della fiction italiana, "Mixed by Erry" e "La vita bugiarda degli adulti", tratto da Elena Ferrante. L'ultimo successo televisivo di Roberta Valente – Notaio in Sorrento, il cinema d'autore come interprete ne "La vita da grandi" di Greta Scarano.