"Chi sei? Cosa vuoi da noi? Ordini da te non ne prendiamo, fatti i c… tuoi". E via così, sempre su questo tono sprezzante. "Facciamo quello che vogliamo". E poi due di loro, con fare sprezzante e di scherno, si sono tolti la T-shirt rimanendo a torso nudo, mentre il volume del loro cellulare con cassa bluetooth incorporata, invece di abbassarsi, si alzava ancora di più. Fra insulti, parolacce e risate.
Ennesima scena di aggressione sugli autobus monzesi, aggravata soprattutto dal fatto che la vittima - e non è un caso - era una donna, una giovane autista in servizio sugli autobus brianzoli.
A raccontare i fatti, ancora una volta, è Salvatore Russo, autista di lungo corso e difensore della categoria anche per conto di Fratelli d’Italia, in cui milita proprio come responsabile dei trasporti in Brianza. Come da denuncia presentata, i fatti sono accaduti l’altro pomeriggio alla stazione di Arcore, dove la giovane autista in questione stava per prendere servizio al capolinea col suo autobus di 12 metri ma si è ritrovata alle prese con cinque passeggeri, cinque ragazzi di origine araba, che hanno cominciato a sentire la musica a tutto volume sul bus in mezzo agli altri passeggeri. Inutili, anzi controproducenti le proteste dell’autista, che si era permessa di chiedere loro di abbassare il volume.







