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Barbara Todesco

I consulenti hanno analizzato la rapidità della malattia, una leucemia fulminante, che colpì il cantante bassanese nel 2021. «Mike Bird» morì all'ospedale Maggiore di Bologna a soli 28 anni

Un nuovo capitolo giudiziario riapre la ferita per la morte di Michele Merlo, il cantautore di Rosà e talento uscito dalla scuola di «Amici», stroncato nel 2021, a 28 anni, da una leucemia fulminante. Al centro della causa, che chiama in causa il medico di famiglia Pantaleo Vitaliano e l’Ulss 7 Pedemontana, c’è la perizia medico-legale disposta dal giudice del Tribunale di Vicenza Stefania Caparello. La relazione del consulente tecnico d’ufficio, chiamato a valutare le possibilità di salvezza del giovane in caso di diagnosi tempestiva, ribalta in parte le tesi precedenti.

Secondo la nuova perizia, le chance di sopravvivenza di Merlo, morto al Maggiore di Bologna, sarebbero state inferiori rispetto a quanto stimato nel processo penale, che le riteneva elevate. I consulenti hanno esaminato la rapidità della malattia per capire se un intervento immediato del medico di base, che aveva giudicato i grossi lividi sulle gambe un problema muscolare, avrebbe potuto cambiare il tragico epilogo. La causa civile, avviata dai genitori del cantante, difesi dall’avvocato Marco Antonio Dal Ben, arriva dopo l’archiviazione del procedimento penale per omicidio colposo, decisa dal gip Nicolò Gianesini nel settembre 2023. In quella sede, secondo i periti, non vi era la certezza «oltre ogni ragionevole dubbio» che una diagnosi precoce avrebbe salvato la vita a «Mike Bird».