di
Adriano Arati
Reggio Emilia, Alessandro Magnani è morto dopo un giorno senza riprendere conoscenza. Non escluso un malore, disposta l'autopsia. Il cantante rinchiuso nella sua casa a Carpi, l’accusa è di omicidio stradale
Dopo quasi ventiquatt’ore vissute nell’angoscia, dopo che non aveva fatto altro che ripetere «fatemi sapere come sta quell’uomo. Come posso avere sue notizie?», martedì gli hanno comunicato la notizia terribile: «Quell’uomo è morto». Adesso il cantautore modenese Paolo Belli, 64 anni, è addolorato, distrutto. Sotto choc, è rinchiuso nella sua casa a Carpi, dove riesce a parlare, ma a fatica, solo con le persone più care, familiari e qualche amico.
L'accertamento medico-legaleQuesti i fatti. Lunedì, nella tarda mattinata, Belli, appassionato ciclista, stava facendo una pedalata tranquilla nella Bassa di Reggio Emilia. Un’uscita come tante, da solo, per rilassarsi. A un tratto, nelle stradine che attraversano la campagna di Cognento di Campagnola, ha urtato un quarantunenne, Alessandro Magnani, che stava raggiungendo a piedi la sua auto parcheggiata lì nei pressi dopo aver concluso una commissione di lavoro. Dinamica tutta da chiarire, sulla quale è al lavoro la polizia locale dell’Unione Bassa Reggiana. C’è da capire se la morte sia dovuta al trauma per l’impatto o ad un malore precedente. A stabilirlo sarà l’autopsia disposta dalla Procura di Reggio Emilia che ha aperto un fascicolo per omicidio stradale. Proprio in vista dell'accertamento medico-legale e per le altre indagini che saranno delegate, il cantante è stato iscritto nel registro degli indagati, così da poter nominare un avvocato ed eventualmente propri consulenti tecnici. Le condizioni di Magnani — dipendente di una società di servizi; pochi istanti prima dell’incidente aveva consegnato degli avvisi per conto della compagnia —, trasportato in elicottero all’ospedale Maggiore di Parma, sono subito apparse molto serie. È morto dopo un giorno senza riprendere conoscenza.











