HomeMagazineLa banda muta: "Ritroviamo il silenzio. Almeno nell’ultimo saluto"Il cortometraggio di Alessia Bottone ispirato a un racconto di Savatteri "Racconto un uomo che, di fronte al dolore, sceglie il rispetto. Non l’ego da social".Il cortometraggio di Alessia Bottone ispirato a un racconto di Savatteri "Racconto un uomo che, di fronte al dolore, sceglie il rispetto. Non l’ego da social".Ricevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciIl silenzio. In un tempo dominato dal rumore, dai social e dall’esibizione di sé, riscoprire il valore del silenzio può diventare un gesto rivoluzionario. È da questa idea che nasce La banda muta, il cortometraggio della giornalista e documentarista veronese Alessia Bottone. Ispirandosi a un racconto dello scrittore Gaetano Savatteri – l’autore di Makari –, rievoca un’antica tradizione siciliana, quella della "banda muta". Di che cosa si tratta? Accadeva che, durante i funerali, la banda del paese fosse convocata a sfilare dietro al feretro, ma in silenzio, senza suonare. Un silenzio che, soprattutto oggi, contrasta in modo netto con la spettacolarizzazione sempre più selvaggia dei funerali.
Il protagonista del film, Manfredi – l’attore siciliano Piero Nicosia che del racconto di Savatteri aveva anche fatto una trasposizione teatrale – chiamato a salutare per l’ultima volta l’amico Elio, si trova davanti a un funerale trasformato in un palcoscenico di racconti personali e gesti fuori luogo. Attraverso un discorso in chiesa, Manfredi richiama i presenti al valore dimenticato del silenzio e trasforma il funerale in un momento di riflessione collettiva. "Esiste il presenzialismo funebre. Ci sono persone che vanno ai funerali senza motivo apparente. Magari per farsi una foto coi vip, o anche solo per dire che conoscevano il morto", spiega la regista. "Quando ho letto il racconto di Savatteri mi ha colpito subito: un uomo che piange l’amico scomparso e si trova davanti a un funerale trasformato in un teatrino", sottolinea Alessia Bottone. Laureata in relazioni internazionali e con un master in sceneggiatura, Bottone è autrice di documentari e cortometraggi premiati, fra cui La Napoli di mio padre, menzione speciale ai Nastri d’Argento 2021. Ha lavorato anche nella produzione di film internazionali come Without Blood di Angelina Jolie e Conclave di Edward Berger.







