Conosciuto come il “Re del flamenco”, Sergio Bernal si esibirà il 18 luglio alle 21.30 sul palcoscenico dell'Arena Fenicia di Sant'Antioco, nel contesto del FestArtes - Sulky Jazz.

Il danzatore e coreografo madrileno, già primo ballerino del Balletto nazionale di Spagna, propone il trittico “Rango, Bolero, Suite Flamenca”, accompagnato dalla musica dal vivo di chitarra, percussioni e canti.

Sergio Bernal, lei viene da una formazione classica, giusto?

«In realtà ho iniziato nel mondo di flamenco quando avevo solo quattro anni. Io ho un fratello gemello, e mia mamma era molto stanca, aveva bisogno di un po' di tempo per sé, così ha deciso di portarci a fare danza in una scuola di flamenco molto vicina a casa nostra. Mio fratello dopo una settimana ha detto “mamma, basta, la danza non fa per me… voglio fare calcio”. Io invece sono rimasto, perché da subito avevo capito che era la mia forma di comunicare con il mondo, la mia forma di parlare. La prima volta che sono salito su un palcoscenico ho saputo che quello era il mio spazio vitale di libertà e di comunicazione».

È dopo questa esperienza, che si è formato al Real Conservatorio di Madrid.