Il 24 febbraio scorso, nel corso della loro visita a Kiev, Antonio Costa e Ursula von der Leyen furono condotti in una delle fabbriche di droni della capitale. Restando letteralmente a bocca aperta per i progressi compiuti dall'Ucraina nella produzione dell'arma più usata nel conflitto con la Russia. Cinque mesi dopo la presidente della Commissione è tornata a Kiev concretizzando quanto immaginato in inverno: con Volodymyr Zelensky è stato siglato un cosiddetto "Drone Deal", un accordo di sinergia industriale per la produzione di droni.

"Ogni giorno l'Ucraina rende l'Europa più forte. E' passata - sotto molti aspetti - dall'essere un acquirente a diventare un fornitore netto di sicurezza per l'Europa. E ciò comporta anche un nuovo modo di collaborare", ha sottolineato von der Leyen.

La numero uno di Palazzo Berlaymont sperava di annunciare in persona a Zelensky il via libera dei 27 al ventunesimo pacchetto di sanzioni. Così non è stato. Ha dovuto quindi concentrare tutta la sua attenzione sulle partnership nella difesa, sulla scia della Coalizione sui sistemi anti-aerei nata lunedì a Parigi, a margine del vertice dei Volenterosi. Von der Leyen ha evitato invece di soffermarsi su un'ulteriore - e non marginale - novità sempre in fatto di collaborazione militare.