La Corte d'Appello di Catanzaro

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La Corte d’Appello di Catanzaro ha disposto gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico per Cosimo Bevilacqua

COSENZA – Colpo di scena nell’ambito del processo “Reset”, in corso a Catanzaro. La Seconda Sezione penale della Corte d’Appello di Catanzaro, presieduta dal giudice Alessandro Bravin (consiglieri Assunta Maiore, Carmela Tedesco) ha accolto l’istanza del legale difensore di Cosimo Bevilacqua – imputato nel filone abbreviato -, sostituendo la misura della custodia in carcere con quella degli arresti domiciliari con contestuale applicazione del braccialetto elettronico. Bevilacqua è ritenuto dalla Dda di Catanzaro capo promotore del cosiddetto clan degli “Zingari”, e aveva già riportato, in primo grado, una condanna a 11 anni, a fronte dei 22 richiesti dalla Procura.

La Corte ritiene che «a fronte del periodo di custodia già sofferto, del ruolo serbato nella vicenda, dell’avanzata richiesta di concordato e della capacità deterrente propria dell’inflitta condanna di primo grado risulta allo stato maggiormente proporzionata alle pur persistenti esigenze di neutralizzazione della recidivanza – recita il provvedimento – la misura cautelare domestica».