| 15 Luglio 2026 20:02 |

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(Adnkronos) – Circondati e insultati per la loro fede. “Fuck Israel” è la frase che due giovani ebrei, riconoscibili per il tipico copricapo (kippah) si sono sentiti rivolgere più volte appena usciti da un supermercato in piazzale Siena a Milano, lo scorso 1 marzo, da tre ragazzi – tra loro anche il rapper Sacky all’anagrafe Sami Abou El Hassan – che ora rischiano il processo a Milano con l’accusa di lesioni e minacce aggravate dall’odio razziale.

Le vittime di origine argentina – arrivate a Milano per frequentare un seminario su insegnamenti e tradizioni ebraiche – vengono circondate e il 19enne viene colpito con più pugni al volto, per lui la prognosi di 15 giorni riporta una “frattura chiusa delle ossa nasali e concussione”. Le indagini del pm Francesco Cajani, condotte dai carabinieri del Nucleo informativo, partono dall’analisi delle telecamere di videosorveglianza del supermercato e il ‘match’ restituisce il nome di Hamza Abdurhman, 23 anni, pugile per diletto e braccio destro del rapper già al centro della cronaca giudiziaria, oltre che musicale. A metà maggio viene sottoposto agli arresti domiciliari, su ordine della gip Sara Cipolla, con l’accusa di lesioni e minacce aggravate dall’odio razziale.