La bocciatura incassata il 14 luglio in Aula è vista come “un segnale evidente di una grave spaccatura nella maggioranza”, ma la Rete contro la legge elettorale è già proiettata al futuro muovendosi su un doppio binario: una grande mobilitazione nel Paese in stile referendum sulla giustizia e decine di ricorsi pronti a essere depositati nei Tribunali. Proprio per mettere a punto le prossime mosse è in programma domani sera 16 luglio una riunione online in cui si confronteranno le varie realtà che costituiscono la neonata ’Rete per un voto libero e uguale’ che conta oltre trenta organizzazioni, associazioni, comitati di costituzionalisti, giornalisti, avvocati e cittadini.
Ricorsi in decine di tribunali
“Sono già pronti i ricorsi da depositare in decine di Tribunali qualora la legge venisse approvata in via definitiva, con l’obiettivo di un rinvio degli atti alla Corte costituzionale” spiega Roberto Zaccaria, coordinatore della Rete. “Un gruppo di avvocati è al lavoro - afferma - I tempi sono stretti. Noi dobbiamo fare presto, in modo che la Consulta possa intervenire prima delle elezioni. Non è pensabile andare a votare con una legge elettorale che stravolge la nostra Costituzione”.
«Clima simile a quello del referendum»










