di Pietro Senaldimercoledì 15 luglio 20263' di letturaChi è il terzo uomo tra Sigfrido Ranucci e Valter Lavitola? La domanda l’ha posta Massimo Giletti, anche lui conduttore Rai e maestro del giornalismo d’inchiesta. Forse lui lo sa, anche se giura di no. Però annuncia colpi di scena e dà informazioni. Mister X sarebbe un personaggio pubblico, frequentatore del ristorante Cefalù, luogo di lavoro e sede diplomatica dell’uomo accusato di essere il mandante dell’attentato all’amico che conduce Report. Un uomo molto preoccupato dallo sviluppo degli eventi, che forse si chiama Corrado o forse è solo soprannominato così, che potrebbe anche andare in tv ma non si sa. Di certo si sa che gli attentatori, oltre a un mandante, avevano anche un basista - un traditore? -, uno che sapeva che Ranucci avrebbe dormito a casa e ha potuto spostare e mettere in azione a colpo sicuro il gruppo di soliti ormai noti che ha piazzato la bomba. Si sa anche, perché l’ha scritto il magistrato, che non volevano uccidere; quindi volevano intimidire, mandare un messaggio, oppure, come alcuni hanno scritto senza però troppe prove a supporto, fare un favore alla vittima, potenziarla ancora di più mediaticamente, spianarle la via politica, oppure renderla intoccabile nei corridoi Rai.Molti sviluppi sono ancora possibili. Per orientarci proviamo a ragionare all’inverso, alla ricerca delle verità che i protagonisti hanno detto, anziché delle loro incongruenze e contraddizioni. Lavitola dice di non essere il mandante e che se Ranucci lo crede davvero colpevole, meriterebbe che lui gli sputasse in faccia. Sigfrido casca dalle nuvole, non crede che l’amico sia potuto arrivare a tanto, lo difende, si scompone, non capisce, è agitato, come ovvio, e forse colto da un principio di dubbio di aver sbagliato più di qualche cosa. Tutto è plausibile. Diventa credibile se è vera l’indiscrezione in base alla quale la Procura starebbe davvero seguendo la pista del terzo uomo. Alla lunga, chi gioca con il fuoco si scotta. Ranucci ha pensato e usato Lavitola come fonte, fino a diventarne amico.