Un’attività che accoglieva bambini molto piccoli, in età da nido, all’interno di una casa privata senza alcuna autorizzazione e con gravi carenze igieniche, è stata chiusa dal sindaco Massimo Lanzilotti con un’ordinanza urgente. Il provvedimento arriva dopo il sopralluogo effettuato il 7 luglio dall’Asl Brindisi, insieme ai carabinieri e alla polizia locale, durante il quale è stata riscontrata una situazione ritenuta pericolosa per la salute dei piccoli. Nell’abitazione di contrada Moncia sono stati trovati bambini tra i 12 e i 36 mesi affidati a un’associazione che non aveva richiesto né ottenuto alcun titolo per svolgere attività educative o di custodia. All’interno della casa era stato ricavato un piccolo spazio usato come sala giochi, con un solo bagno destinato ai bambini e un’area esterna recintata per le attività.
La criticità più rilevante riguarda però l’acqua utilizzata: l’abitazione non è collegata alla rete idrica pubblica e non è stata fornita alcuna documentazione sulla provenienza e sulla sicurezza dell’acqua impiegata nelle attività quotidiane. Per bambini di quell’età, che necessitano di frequenti pratiche di igiene e assistenza, l’assenza di garanzie sulla potabilità dell’acqua rappresenta un rischio immediato. L’Asl ha spiegato che, senza queste verifiche, non è possibile accertare il rispetto delle norme sulla qualità delle acque destinate al consumo umano.







