Il ministro Valditara risponde in Aula a un’interrogazione di Futuro Nazionale di Vannacci sul caso dello striscione esposto al liceo di Cesena da due studenti, con la scritta ‘L’Italia agli italiani”. Il ministro si mostra dalla parte della libertà di espressione dei ragazzi: “La frase è condivisibile”. E spiega che le ispezioni sulle misure prese dai docenti sono ancora in corso.

Il ministro dell'Istruzione Valditara fiuta il pericolo e lo schiva. Al question time alla Camera non si fa trovare impreparato sul caso del liceo Monti di Cesena, dove alcuni ragazzi lo scorso 6 giugno hanno esposto uno striscione con la scritta ‘L'Italia agli italiani' fuori dalla loro classe.

La storia è nota: l'iniziativa di questi studenti è stata punita poi con il 6 in condotta e l'obbligo di preparare una tesina riparativa di educazione civica. Tra i materiali da visionare sul tema, anche un saggio dal titolo ‘Gli africani siamo noi'. Il ministero ha avviato, ormai un mese fa, un'ispezione nella scuola in cui si sono verificati i fatti. A sostegno della protesta dei ragazzi poi gli esponenti di Futuro Nazionale e il generale Vannacci avevano annunciato una campagna a settembre, proponendo in ogni istituto, previa consultazione del dirigente scolastico, l'esposizione di uno striscione analogo, in difesa della libertà di pensiero sancita dall'articolo 21 della Costituzione e contro la "deriva woke" della scuola italiano. Il ministro ha risposto oggi a un'interrogazione del deputato vannacciano Rossano Sasso, spiegando che l'interrogazione è ancora in corso, ma ribadendo il suo appoggio ai due studenti, come del resto aveva già fatto in passato. Secondo il ministro comunque si per sé "l'Italia agli italiani", non sarebbe una frase razzista, ma "condivisibile". Il punto, spiega il ministro, sono le misure punitive stabilite dal liceo in questione: secondo quanto previsto da quest'anno dalla riforma del comportamento e del 6 in condotta, gli studenti che non rispettano le regole sono invitati a riflettere sui propri comportamenti inappropriati, attraverso un elaborato di cittadinanza solidale, in teoria collegato ai motivi che hanno determinato il voto ottenuto. La scelta del tema spetta al consiglio di classe. Il ministero ora vuole capire se a Cesena vi fosse un nesso reale tra la violazione delle regole di condotta scolastiche e il contenuto dell’elaborato assegnato agli studenti. La questione sta tutta qui e per Viale Trastevere non si tratta di un semplice cavillo.