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Luigi Ferrarella

Tra le contestazioni del dissesto anche 3,3 milioni di debiti erariali non pagati, 4 milioni di dividendi e 2 milioni di compensi agli amministratori nonostante le crisi delle società

Nuovo processo in vista per Daniela Santanchè, e stavolta in prospettiva il più pesante (rispetto al dibattimento in corso per falso nei bilanci Visibilia e all’udienza preliminare sulla truffa allo Stato nei contributi Covid) visto che in un avviso di conclusione delle indagini ora i pm Luigi Luzi e Guido Schininà contestano alla ex ministra e attuale senatrice di FdI il concorso nelle bancarotta di tre società nelle quali ha avuto ruoli di amministratrice, Ki Group Holding, Ki Group Srl e Bioera.

Sulla prima, che era quotata in Borsa e che è fallita nel giugno 2025, viene contestata soprattutto l’operazione con la quale fu costituita la nuova Ki Group Srl, staccando un ramo d’azienda e facendo diventare la società operativa una scatola vuota, con una iper valutazione di 8 milioni decisiva per la sussistenza della nuova Srl in quanto le erano stati conferiti 16 milioni di passività e 11 di attivo. Ancor più delicato per la senatrice è l’addebito di non aver pagato debiti erariali per 3,3 milioni, cioè il 30% del complessivo passivo di 10 milioni sotto il quale la società è infine fallita; e soprattutto l’accusa che agli amministratori come lei la società abbia distribuito dividendi che in realtà non esistevano al momento dei relativo risultati di esercizio, dividendi per 4 milioni di euro nel 2015 e 1.400.000 nel 2016.