Un inchiesta della rivista indipendente online Mediapart dimostra come e perché, nonostante le restrizioni di esportazioni per la Russia dall'invasione dell'Ucraina nel 2022, in realtà i gioielli Cartier continuino ad arrivare in Russia
Per Cartier, almeno ufficialmente, il mercato russo si è chiuso il 3 marzo 2022, pochi giorni dopo l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. A seguito dell’invasione, Unione europea e Svizzera hanno deciso di introdurre sanzioni economiche che tra le altre vietano anche l’esportazione di beni di lusso verso la Russia. Per il gruppo Richemont, proprietario della maison francese, ciò ha significato la chiusura della storica boutique di via Petrovka, nel centro della capitale russa, e la sospensione delle attività commerciali nel Paese. Ufficialmente quindi gioielli e orologi di alta gamma, simboli dell’universo Cartier, avrebbero dovuto scomparire dal mercato russo insieme alle altre esportazioni europee, ma sembrano invece arrivare in Russia dal Kazakistan. Il caso riapre così dubbi sull’efficacia delle sanzioni occidentali e sulla capacità dei grandi gruppi del lusso di controllare la destinazione finale dei propri prodotti in un mercato sempre più globalizzato.






