di
Roberto Pezzali
Il grafico che Eurostat ha pubblicato ieri parla chiaro: l’Italia sarebbe ultima nella classifica del numero di abitanti che dichiara di vivere in una abitazione che ha subito lavori di efficientamento energetico. Flop del superbonus? Vediamoci chiaro.
Eurostat ha pubblicato ieri, 14 luglio 2026, i nuovi dati sulle condizioni abitative in Europa, e il grafico che ne è uscito sta facendo discutere: nel 2025 solo il 2,6% della popolazione italiana dichiara di vivere in un'abitazione che ha ricevuto interventi di efficientamento energetico negli ultimi cinque anni. Ultimo posto assoluto nell'Unione Europea, dietro Malta (7,8%) e Grecia (9,5%), contro una media UE del 23,9% e un primato olandese al 60,5%. Un disastro vero, perché vorrebbe dire che, nonostante 127 miliardi di euro di detrazioni Superbonus l'Italia sarebbe il paese europeo dove meno famiglie hanno visto un intervento sulla propria casa. Il fallimento del Superbonus certificato dalla statistica ufficiale. È davvero così? E soprattutto, come ha fatto l'Italia a perdere così tanti punti percentuali rispetto agli anni precedenti, quando era comunque tra le ultime, ma non con un punteggio così basso?
Siamo andati così a verificare da dove nasce quel numero, leggendo i regolamenti europei che definiscono la rilevazione, i questionari usati dagli altri istituti nazionali di statistica e, soprattutto, i fac-simile ufficiali dei questionari Istat del 2022, 2023, 2025 e 2026. Quello che abbiamo capito è che tra il 2023 e il 2025 l'Italia ha cambiato il modo di porre la domanda, sostituendo la domanda diretta con una domanda alla quale invece si accede solo a determinate condizioni. Quel 2,6% che fa paura non è quindi confrontabile né con il 14,7% italiano del 2023 né con i dati degli altri paesi europei, e adesso cerchiamo di spiegare bene perché.







