«La narrazione proposta da Ismaele La Vardera non corrisponde alla realtà normativa e fattuale della Sicilia, dove le strutture balneari occupano solo una minima parte della costa. Contrariamente a quanto potrebbe sembrare leggendo certi toni da monopolio, in Sicilia, su circa 1.800 km di costa, le strutture balneari occupano solo l’8% del totale, Italo Belga inclusa. Parlare quindi di monopolio inviolabile sulla spiaggia ignora volutamente la dimensione reale del fenomeno». Lo dice l’associazione turistica balneare della Sicilia commentando il ricorso presentato alla Corte europea dei diritti dell’uomo dal leader di Controcorrente, Ismaele La Vardera, per contestare la legittimità dell’attuale assetto concessorio del litorale palermitano di Mondello.
«Le concessioni in Sicilia sono legittime e conformi alla direttiva europea - prosegue - infatti le concessioni demaniali marittime in Sicilia non sono frutto di taciti rinnovi automatici, ma il risultato di un preciso iter istruttorio previsto dalla legge regionale». E «dire che la Cedu condannerebbe l’Italia come se tutte le concessioni siciliane fossero illegittime significa ignorare che la Regione Siciliana ha già adeguato il proprio sistema alle indicazioni europee».Sulla vicenda Italo Belga, si sottolinea ancora, «la questione della riduzione o rimodulazione della concessione non si risolve con ricorsi generici alla Cedu contro tutte le concessioni, ma con strumenti urbanistici e amministrativi precisi. Mentre i balneari affrontano i danni ingenti del ciclone Harry, appare paradossale che si insista su una battaglia legale che rischia di mettere ulteriormente a rischio la tenuta di un comparto già sotto stress», ha concluso l’associazione turistica balneare della Sicilia.






