Alcune sono arrivate in Egitto o in Turchia, con il vento a decidere la rotta e nessuno al timone. La Kasri Sadabad è riuscita a rompere davvero l’assedio a Gaza e tutta sola, ridotta quasi in cocci, raggiungere la spiaggia vicino a Khan Younis e portare quanto meno pannelli solari e forse alcune delle forniture di cibo e medicine che stavano immagazzinate in ogni vano disponibile. Ma la maggior parte delle barche della Global Sumud Flotilla, intercettate e abbordate dalle truppe israeliane che ne hanno portato via gli equipaggi prima al largo di Creta, poi a oltre cento miglia da Gaza, sono rimaste per settimane alla deriva.

Flotilla, il recupero delle barche "fantasma" abbordate dagli israeliani e lasciate alla deriva

Una flotta fantasma, sparpagliata per il Mediterraneo, diventata allo stesso tempo simbolo di una violenza su cui diverse procure indagano e pericolo per la navigazione. Ma adesso molte di quelle barche stanno tornando in porto.

Flotilla, barca alla deriva raggiunge la costa di Gaza: decine di persone la trascinano in spiaggia

Da settimane ormai gli attivisti della Flotilla sono tornati in mare. Con 12 squadre sparpagliate fra la Turchia e Creta pattugliano il Mediterraneo nell’area dove tra il 29 aprile e il 18 maggio sono stati catturati dall’Idf, mentre tentavano di raggiungere Gaza con un carico di aiuti umanitari, alla ricerca delle barche su cui viaggiavano. E almeno una trentina le hanno trovate. Impresa non semplice.