Tre morti in una settimana legati ai controlli sull’immigrazione illegale dell’Ice sono troppi, anche per l’amministrazione Trump. E così è arrivato l’ordine: gli agenti dell’Immigration and Customs Enforcement dovranno mettere un freno ai controlli su strada. La decisione arriva in seguito a due sparatorie e un incidente mortale.
Lunedì a Biddeford, nel Maine, un agente ha ucciso a colpi di pistola un cittadino colombiano: la vittima si chiamava Johan Sebastián Durán Guerrero. Secondo la versione fornita dall’Ice, una squadra di agenti stava monitorando una abitazione in seguito alla ricerca di una persona con un ordine di espulsione definitivo. All’alt imposto dalla pattuglia a un automobilista, quest’ultimo “ha cercato di fuggire e un agente ha aperto il fuoco”.
Una settimana prima, in Texas, si era vista la stessa dinamica: l’Ice sostiene che Lorenzo Salgado Araujo, cittadino messicano, ha ignorato l’invito a fermarsi e avrebbe addirittura tentato di travolgere uno dei poliziotti. La sparatoria che ne è seguita è stata considerata legittima difesa da parte dell’Ice. Araujo era nella lista dell’immigrazione perché si trovava negli Stati Uniti senza permesso di soggiorno. Infine, la terza tragedia in Florida, dove un ragazzo di 28 anni – che faceva parte di un gruppo di quattro persone – per sottrarsi all’arresto si è lanciato di corsa su una strada trafficata ed è stato investito e ucciso da un autoarticolato.










