Ricevere un messaggio che sembra arrivare dall'hotel dove trascorreremo le vacanze non è insolito. Molte strutture contattano gli ospiti via WhatsApp o attraverso la chat della piattaforma di prenotazione utilizzata per fornire indicazioni, magari sul check-in veloce, o chiedere informazioni sull'orario di arrivo. Il problema è che oggi i criminali informatici sfruttano proprio questa normalità.
Nelle ultime settimane sono aumentate anche in Italia le segnalazioni di tentativi di truffa ai danni dei clienti di Booking.com, tanto che associazioni dei consumatori come Codici Lombardia hanno chiesto chiarimenti sulla gestione dell'incidente informatico comunicato dalla piattaforma nei mesi scorsi. Anche se in realtà mai del tutto chiarita esattamente nei suoi contorni. Nella diffida inviata a Booking.com, Codici chiede infatti di chiarire quando la società abbia avuto effettiva conoscenza dell'attacco informatico, quanti utenti siano stati coinvolti, quali dati siano stati compromessi e quali misure siano state adottate per impedire il successivo utilizzo fraudolento delle informazioni sottratte. “Vogliamo poi spiegazioni sul fatto che alcuni utenti abbiano ricevuto la comunicazione relativa al furto dei dati pur non avendo prenotazioni attive – ha detto Davide Zanon, Segretario Regionale di Codici - mentre altri, successivamente bersaglio dei tentativi di truffa, non abbiano ricevuto alcun avviso”.







